Daniela Scarlatti

Nasce a Merano (Bz). A 20 anni debutta in teatro al fianco di Andrea Giordana e Giancarlo Zanetti, lavorando poi con Antonio Salines, Augusto Zucchi, Rocco Papaleo, Mascia Musy, Massimo Bonetti, Sebastiano Somma, Cesare Bocci e Alessandro Haber.
È però la soap-opera «Vivere» su Canale 5, in cui interpreta per i primi due anni della serie la sfortunata parrucchiera Silvana Canale, a renderla famosa e amata dal grande pubblico.
Da allora lavora in ruoli da protagonista e coprotagonista: accanto a Gigi Proietti è un magistrato nella terza serie de «Il Maresciallo Rocca» per Rai Uno; è la fidanzata di Enzo De Caro in «Mozart è un assassino» per Rai Due; torna con Massimo Bonetti ne «La squadra» per Rai Tre, con Massimo Wertmuller; è accanto a Luca Barbareschi in «Una vita in regalo» per Rai Uno; poi ancora «Raccontami» e «Terapia d’urgenza», il medical di Rai Due.
Seguono «Nero Wolfe» con F. Pannofino e P. Sermonti; «Un passo dal cielo 3» con Terence Hill, Rocío Muñoz Morales e K. Ricciarelli; «La porta rossa» 1, 2 e 3 con Gabriella Pession e Lino Guanciale — tutte per Rai Uno.
Nell’ultima serie di «Doc 2» e «Doc 4» è accanto a Luca Argentero nel ruolo di Eleonora, la madre ex tossicodipendente della protagonista, la dottoressa Giulia, su Rai Uno.
La ritroviamo poi in «Folle d’amore – Alda Merini», regia di Roberto Faenza, con Laura Morante; in «Studio Battaglia 2», regia di Simone Spada, con Lunetta Savino, Barbora Bobulova e Giorgio Marchesi; in «Kostas», regia di Milena Cocozza, con Stefano Fresi; in «Balene», regia di Alessandro Casale, con Pivetti e C. Signoris — tutte su Rai Uno.
In uscita: «Meglio non sapere», regia di Andrea Porporati, con Cristiana Capotondi, e «Una piccola formalità», regia di Davide Marengo, entrambi su Rai Uno.
Dal 2000 si dedica costantemente a recital di poesie e musica, e negli ultimi anni torna sui palcoscenici con «Il padre» di Florian Zeller, regia di Piero Maccarinelli, con Alessandro Haber e L. Lante della Rovere, e con «I due papi» di Anthony McCarten, regia di G. Nicoletti, con Mariano Rigillo e Giorgio Colangeli.